Fava sulla Direttiva Nitrati

By on 29 luglio 2014

23 luglio 2014 
(Ln – Bruxelles/B) “Esiste la necessità di modificare la normativa nazionale in tema di uso degli effluenti zootecnici e di rivedere la mappatura delle zone vulnerabili, bilanciando la tutela dell’ambiente con una sostenibilità produttiva del comparto”. Così Gianni Fava, assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia, consegnando al direttore generale della Commissione Agricoltura due dossier, che riguardano la crisi della suinicoltura e la revisione delle zone vulnerabili, nel quadro della Direttiva nitrati.

Grazie alle pressioni della Lombardia, che vede ingiustamente classificato come ‘vulnerabile’ il 65 per cento del territorio di pianura, è stato convocato un Tavolo nazionale, sotto il coordinamento dei Ministeri delle Politiche agricole e dell’Ambiente.

SUINICULTURA DI QUALITÀ, MA SOFFRE
“Anche la suinicoltura, la cui produzione è collocata per il 90 per cento nelle regioni del Nord, sta attraversando una fase prolungata di difficoltà e, paradossalmente, – ha constatato Fava – ci troviamo di fronte a un settore molto orientato alla qualità, ma che risente di un gap competitivo nei confronti di una importazione di prodotto di minore qualità, di provenienza intra ed extra Ue”.

INIZIATIVE COMUNI CON ALTRE REGIONI
“Regione Lombardia, insieme ad altre Regioni e alle organizzazioni dei produttori, ha promosso iniziative tese a stabilire regole comuni e migliorative in tema di classificazione commerciale delle carcasse, di attivazione di sistemi di qualità facoltativi e di adeguamento a favore degli allevatori nell’ottica di una remunerazione più equilibrata e distribuita degli utili all’interno della filiera” ha ricordato l’assessore lombardo.

UNA DIVERSA SOLUZIONE
Una soluzione potrebbe derivare dalle risorse del secondo pilastro della Pac. “Pur non beneficiando il settore suinicolo di una specifica Ocm, – ha rilevato Fava – suggeriamo di analizzare la possibilità di utilizzare in maniera flessibile, e comunque nel rispetto dei regolamenti comunitari, i fondi del Programma di sviluppo rurale, con l’obiettivo di ristrutturare la filiera”.
(Lombardia Notizie