Gestione del rischio in agricoltura: com’è ora, cosa cambierà

By on 20 novembre 2014

Gli agricoltori sono esposti a rischi economici e ambientali sempre maggiori per effetto dei cambiamenti climatici e della crescente volatilità dei prezzi. A questi si potrebbe aggiungere che la continua erosione dei redditi delle aziende nel corso degli anni ha di fatto eroso nella stragrande maggioranza delle aziende la capacità di sopravvivere autonomamente a un’annata disastrosa. In un simile contesto, un’efficace gestione dei rischi riveste particolare importanza: il Programma nazionale di sviluppo rurale per la gestione del rischio è ancora in fase di elaborazione e sono previsti oltre 1,6 miliardi di euro per sette anni.
Un punto della situazione e qualche scenario per il prossimo futuro

 LA GESTIONE DEL RISCHIO ED IL NUOVO REGOLAMENTO RURALE
Il nuovo Regolamento di sviluppo rurale per il periodo 2014-2020 prevede strumenti specifici per aiutare gli agricoltori ad affrontare i rischi più frequenti.
Tre le principali misure del cosiddetto “toolkit” di gestione del rischio:
1. Assicurazione del raccolto, degli animali e delle piante
Il sostegno consiste in un aiuto per il pagamento dei premi che gli agricoltori versano per assicurare il raccolto, gli animali e le colture. Il contributo pubblico totale è limitato all’aliquota massima del 65% del premio assicurativo.
2. Fondi di mutualizzazione
Un sostegno pubblico può essere erogato ai fondi di mutualizzazione che risarciscono gli agricoltori delle perdite causate da avversità atmosferiche, epizoozie, avversità fitosanitarie, infestazioni parassitarie o emergenze ambientali. Si tratta di un regime riconosciuto dallo Stato membro conformemente al proprio ordinamento nazionale, che permette agli agricoltori affiliati di assicurarsi e di beneficiare di pagamenti compensativi alle condizioni stabilite nel Regolamento di sviluppo rurale.
I contributi finanziari possono coprire le spese amministrative di costituzione del fondo, gli importi versati dal fondo a titolo di compensazioni finanziarie agli agricoltori e/o gli interessi sui mutui commerciali contratti ai fini del pagamento delle compensazioni finanziarie agli agricoltori in caso di crisi. Il contributo pubblico totale è limitato all’aliquota massima del 65% dei costi ammissibili.

3. Strumento di stabilizzazione del reddito nella forma di fondo di mutualizzazione
Tale strumento è destinato ad aiutare gli agricoltori che subiscono un drastico calo dei redditi superiore al 30% del reddito medio annuo del singolo agricoltore nei tre anni precedenti, o del suo reddito medio triennale calcolato sui cinque anni precedenti, escludendo l’anno con il reddito più basso e quello con il reddito più elevato. Gli indennizzi versati agli agricoltori dal fondo di mutualizzazione compensano in misura inferiore al 70% la perdita di reddito subita. Il contributo pubblico totale è limitato all’aliquota massima del 65% dei costi ammissibili.
La collocazione di questi strumenti nel secondo pilastro della PAC offre notevoli vantaggi in termini di flessibilità nella scelta delle misure e nell’allocazione finanziaria, e di possibilità di fornire un sostegno più mirato e selettivo a seconda dei rischi e delle situazioni specifiche. Inoltre, le nuove misure potranno essere combinate strategicamente con misure complementari di sviluppo rurale per un approccio integrato alla gestione del rischio, p. es. misure di formazione, trasferimento di conoscenza, servizi di consulenza aziendale, investimenti, diversificazione, ecc. Allo stesso tempo, i meccanismi del secondo pilastro impongono anche sfide importanti, quali l’individuazione di obiettivi quantificati ex ante, la programmazione multi-annuale, la regola del disimpegno automatico N+3 e la necessità di creare regole e capacità organizzative e istituzionali ad hoc per l’esecuzione dei nuovi strumenti. 
In merito alla programmazione, una novità introdotta per il periodo 2014-2020 è la possibilità per uno Stato membro di presentare, in casi debitamente motivati, un programma di sviluppo rurale nazionale e una serie di programmi regionali. 

 
III FORUM INTERNAZIONALE sulla GESTIONE DEL RISCHIO IN AGRICOLTURA.
Si è tenuta il 23 e 24 ottobre scorso una due giorni di lavori promossa da ASNACODI (Associazione Nazionale dei Consorzi di difesa)che ha visto la partecipazione di una ventina di relatoriinternazionali, da cui emerge un quadro generale che mostra un’Italia ancora piuttosto arretrata. Proprio sulle origini e possibili soluzioni a questo ritardo si è voluto ragionare al Forum, soprattutto in vista dell’entrata in vigore di una Pac che promuove fortemente la gestione dei rischi. L’argomento peraltro assume sempre maggiore rilevanza nel contesto internazionale, soprattutto con riferimento alle politiche agricole che vedono ridurre la quota di supporto diretto al reddito, ai processi di globalizzazione e ai cambiamenti climatici.

Così Albano Agabiti, presidente di Asnacodi (Associazione nazionale dei Consorzi di difesa) interviene al Forum «Negli ultimi 10 anni le imprese assicurate sono rimaste sempre intorno alle 80mila, concentrate per l’80% nel Nord Italia; ma ora l’Ue ha imposto un cambio di passo che non possiamo lasciarci sfuggire. La nuova Pac prevede, oltre alle assicurazioni agevolate, i fondi mutualistici e un nuovo strumento di stabilizzazione del reddito (Ist) con una soglia minima del 30%, che però – sottolinea Agabiti – andrebbe rimossa perché inadeguata per le aziende italiane. Difficile sarà anche la definizione di un reddito medio da prendere a riferimento perché trovare un modello per gestire l’intero reddito aziendale è quasi impossibile». La risposta arriva da Flavio Coturni della DG agricoltura della Commissione Ue: «La soglia del 30% non può essere modificata dal momento che è stata fissata in ambito Wto con l’obiettivo di impattare il meno possibile sulla gestione del rischio fatta dall’agricoltore; abbassarla vorrebbe dire andare ad incidere sulla sua volontà di investire. Anche perchè l’azione di sovvenzione non sostituisce l’attività di gestione del rischio da parte dell’agricoltore. Tra l’altro crediamo che essendo le aziende italiane di piccole dimensioni, questo strumento di stabilizzazione del reddito dovrebbe favorirci».

La situazione in Italia. Il settore agricolo in Italia sin dagli anni settanta ha avuto a disposizione strumenti economici di gestione del rischio agevolati dallo Stato, assicurazioni e fondi compensativi. Dal 2004, quando preponderanti erano le assicurazioni agevolate, la situazione è cambiata a seguito anche dell’introduzione della gestione del rischio nel sostegno specifico della politica agricola comunitaria: oggi dunque si discute sulla necessità di diversificare e ampliare la rosa degli strumenti disponibili, in quanto l’aumento dell’esposizione al rischio richiederà più soluzioni possibili e maggiore elasticità del sistema di gestione. In base ai dati emersi nel corso del Forum, nel nostro Paese le imprese agricole che adottano annualmente strumenti di protezione per evitare perdite di reddito sono poco più del 10% del totale: Asnacodi, tramite il progetto InfoPAC, si propone di raggiungereil restante 90% delle aziende (circa 250.000) non ancora assicurate.

Lo Scenario futuro. Il made in Italy agricolo è tra i più esposti agli effetti dei cambiamenti climatici, in termini di quantità, qualità e tipicità delle produzioni. Nel quadro della programmazione europea l’Italia ha deciso di attuare un Programma nazionale di sviluppo rurale per la gestione del rischio, concordato con le Regioni e Province autonome, che sta ancora prendendo forma. L’unica cosa certa è per ora un quadro di riferimento finanziario già definito, con una previsione di oltre 1,6 miliardi di euro suddivisi per sette anni di programmazione.
Da quanto emerso nel corso del Forum, sembra che l’assicurazione agricola agevolata, finanziata fino al 2014 dal fondo Feaga, dal 2015 sarà finaziata anche dal fondo Feasr. Questo comporterà delle novità, quali la presenza di un’Autorità di Gestione (Mipaaf), il passaggio a un organismo pagatore unico (Agea), la gestione della domanda di aiuto e della domanda di pagamento, l’obbligo di redigere il Piano di Coltivazione nel Fascicolo aziendale e l’introduzione del Piano dei Rischi aziendale (Pra) e del Piano Assicurativo Individuale (Pai) declinati dal Piano di Coltivazione in coerenza con il Decreto Prezzi-Varietà e delle rese medie regionali.
Il contraente stipulerà una polizza con l’Ente Assicurativo e potrà richiedere il rimborso del premi attraverso la presentazione di una domada di aiuto o pagamento. Il Mipaaf gestirà le domande di aiuto, mentre all’Agea sarà responsabile delle domade di pagamento. Entrambe le domande saranno presentate dall’agricoltore con la stessa istanza.

Nella foto: Giacomo Bertolini, direttore di Asnacodi, al Forum internazionale. 
 
 
 
 *** Approfondimento e Strumenti

I RISCHI PER LE IMPRESE AGRICOLE
Per discutere la natura dei rischi per le imprese agricole e le modalità di gestione, è utile il ricorso ad un criterio di classificazione basato sui fattori che lo determinano:

rischio di produzione: possibilità che la quantità o la qualità prodotta siano inferiori a quella attesa per effetto di avversità atmosferiche o di patogeni;
rischio di mercato: possibilità di non trovare sbocchi adeguati ai prezzi attesi, oppure di non riuscire a reperire fattori di produzione a prezzi convenienti;
rischio finanziario: possibilità di bancarotta per mancanza di riserve finanziarie per ripagare i debiti o per anticipare le spese;
rischio istituzionale: legato all’insieme di norme e regolamenti che determinano la possibilità di operare l’attività di impresa, e che possono mutare in maniera imprevista dopo che alcune decisioni produttive siano state già prese;
rischio personale: legato alla capacità personale dell’imprenditore e degli altri addetti fissi all’impresa di continuare a svolgere efficacemente le proprie attività.

INEA| PROSPETTIVE DELLA GESTIONE DEL RISCHIO IN AGRICOLTURA. RIFLESSIONI PER UN SISTEMA INTEGRATO PER LA PAC POST 2013

È pubblicato sul sito INEA, Istituto Nazionale di Economia Agraria, il Quaderno prodotto nell’ambito del progetto “Attività di supporto e assistenza tecnica alla programmazione dei fondi previsti per le calamità naturali”, che intende offrire spunti e riflessioni alla discussione in corso sulla gestione del rischio in Italia e nell’Unione europea, considerandola uno dei temi più caldi della Pac post 2013 per salvaguardare le produzioni agricole e il valore sociale ed economico delle imprese. In particolare, sono descritti gli strumenti di gestione del rischio e le politiche di indirizzo e sostegno ad oggi in uso in alcuni Paesi, evidenziando le diverse priorità e gli approcci alla gestione scelti. Prendendo spunto dal contesto internazionale e dall’attuale assetto del sistema italiano, si riportano le prime riflessioni su come potrebbe evolversi la gestione del rischio in futuro, sulle esigenze di approfondimento, sulle possibili implementazioni e livelli di integrazione. Le riflessioni tengono conto in particolare della prevista riforma della Pac post 2013, degli scenari di cambiamento climatico, degli obiettivi prioritari di efficienza della spesa ed efficacia degli strumenti e delle politiche nel supporto all’agricoltura.
Con particolare riferimento alla categoria degli strumenti economici, lo studio Inea dimostra come questi siano considerati più efficaci – ad esempio, se paragonati agli investimenti strutturali – per la loro adattabilità e flessibilità (i contratti assicurativi o i regolamenti dei fondi di mutualità hanno oggetto e parametri modificabili anche annualmente).
Il report Inea evidenzia inoltre come, con la riduzione sempre maggiore delle garanzie della Pac in termini di stabilizzazione dei mercati, il problema della gestione del rischio ha gradualmente acquistato un ruolo sempre più importante, riflettendosi in una serie di innovazioni apparse per la prima volta nel 2009 nell’Health check della Pac e poi proposte nel regolamento per lo sviluppo rurale 2014-2020 della Commissione europea.
Con l’art. 68 del regolamento 73/2009, è diventato, infatti, possibile usare parte dei fondi Ue allocati sui pagamenti diretti al fine di promuovere l’accesso degli agricoltori agli strumenti di gestione del rischio e con i cambiamenti introdotti nel regolamento n. 1305/2013 sul sostegno allo sviluppo rurale per il periodo 2014 – 2020, la Commissione non solo conferma le previsioni contenute nel reg. 73/2009 (anche se i contributi sono spostati dai pagamenti diretti a quelli pluriennali dello sviluppo rurale), ma introduce una nuova misura, definita strumento per la stabilizzazione del reddito (income stabilization tool), con lo scopo di supportare la gestione del rischio di reddito degli agricoltori attraverso fondi di mutualità.

Scarica qui il Quaderno in pdf

 

COLDIRETTI | LA GESTIONE DEL RISCHIO IN AGRICOLTURA: STRUMENTI E POLITICHE

Scarica qui in pdf il Vol. 6 della serie Quaderni del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, dedicato alle problematiche connesse al rischio al rischio di impresa in agricoltura ed agli strumenti per la sua gestione

 

SVILUPPO RURALE | SPORTELLO ON-LINE

Per avviare il dibattito sul tema della gestione del rischio in agricoltura, un primo incontro del Partenariato ha avuto luogo il 12 dicembre 2013 presso il Mipaaf a Roma (presentazioni disponibili per download – link sotto). Tre le principali misure del cosiddetto “toolkit” di gestione del rischio (Vedere allegato per ulteriori dettagli).
Al fine di procedere nella discussione sulla programmazione ed implementazione dei nuovi strumenti di gestione del rischio in agricoltura nel periodo 2014-2020 e raccogliere le istanze di coloro che vogliano partecipare al confronto, gli stakeholders sono invitati a fornire i loro contributi, riflessioni e proposte all’indirizzo email gestionedelrischio@mpaaf.gov.it  

Partenariato sulla gestione del rischio in agricoltura (767.51 KB)
Sintesi degli articoli rilevanti (80.37 KB)
Decreto legislativo n. 102/04 (449.24 KB)
Verbale incontro gestione del rischio – 12 dicembre 2013 (202.15 KB)
La valutazione ex-ante per il Programma nazionale “Gestione dei rischi e stabilizzazione dei redditi in agricoltura” (1.61 MB)
Minutes of the first meeting of the Partnership on risk management (70.21 KB)

Sviluppo Rurale è il programma con cui l’Italia partecipa al più ampio progetto europeo (Rete Rurale Europea – RRE) che accompagna e integra tutte le attività legate allo sviluppo delle aree rurali per il periodo 2007-2013e che punta a supportare le politiche di sviluppo delle aree agricole per favorire scambi di esperienze e conoscenze tra gli operatori del settore e le istituzioni e di tutti i soggetti che operano e vivono nelle aree rurali.
Gli enti attuatori:
MiPAAF – Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
INEA – Istituto Nazionale di Economia Agraria
ISMEA – Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare
SIN – Sistema Informativo Nazionale per lo Sviluppo dell’agricoltura

Sul Portale dello Sviluppo Rurale http://www.reterurale.it/gestionedelrischio è disponibile unosportello on-line per raccogliere proposte e riflessioni sul tema della gestione del rischio in agricoltura

 

I FONDI MUTUALISTICI PER LA GESTIONE DEL RISCHIO IN AGRICOLTURA: QUALI POTENZIALITÀ DI SVILUPPO IN ITALIA?
Leggi QUI l’approfondimento proposto da AGRIREGIONIEUROPA, rivista scientifica on-line fondata nel 2005 con il duplice obiettivo di favorire il dialogo tra ricerca e territorio in materia di agricoltura, agro-alimentare e sviluppo rurale e coniugare la dimensione regionale con quella internazionale, in particolare dell’Unione Europea. Nel campo delle tematiche relative all’economia e politica agraria ed allo sviluppo rurale, AGRIREGIONIEUROPA è la rivista in lingua italiana con maggiore diffusione e con i più alti indici bibliometrici