PAC: NUOVO REGIME DEI PAGAMENTI DIRETTI

By on 11 dicembre 2014

Si è tenuto a Roma il 21 novembre scorso presso il Centro Convegni Carte Geografiche il convegno organizzato da Italia Ortofrutta Unione Nazionale “Il nuovo regime dei pagamenti diretti e l’impatto sul settore ortofrutticolo”.

L’appuntamento ha chiamato a raccolta gli imprenditori dell’ortofrutta per comprendere il nuovo regime dei pagamenti diretti in una sessione di interventi volta a chiarire come la recente riforma della Pac influisce nell’accesso ai titoli, sui comportamenti più idonei per evitare penalizzazioni e come cambiano i regimi di attribuzione negli anni a venire.

 

L’ACCESSO AL REGIME PAC DEI PAGAMENTI DIRETTI

La recente riforma della PAC introduce nuove ed importanti regole che disciplinano l’accesso al regime dei pagamenti diretti la cui conoscenza risulta essenziale per orientare al meglio i comportamenti degli agricoltori ed evitare possibili penalizzazioni per il periodo 2015-2020, in quanto le novità introdotte influenzeranno l’attribuzione dei titoli per gli anni a venire.

Essendosi oramai sostanzialmente delineato anche a livello nazionale il quadro normativo di riferimento, Italia Ortofrutta-Unione Nazionale ha voluto approfondire i temi della riforma ed i meccanismi applicativi di maggiore interesse per il comparto ortofrutticolo che a decorrere dal 2015, alla stregua degli altri settori agricoli, potrà accedere integralmente al regime dei pagamenti diretti.

I due relatori, Vincenzo Lenucci (direttore Area Economica di Confagricoltura) e Fabio Raccosta (direttore CAA Nazionale CIA) hanno illustrato le opportunità della nuova PAC che, dal 2015, saranno estese a tutti i produttori ortofrutticoli.
Le risorse cui potranno attingere i produttori saranno calcolate in funzione delle superfici investite e andranno tarate caso per caso tenendo conto della tipologia dell’azienda (collocazione geografica, dimensioni, eventuale conduzione da parte di Under 40).

 

PAGAMENTI DIRETTI

I pagamenti diretti, anche nella nuova Pac, riguardano il 60 per cento totale degli investimenti, restando dunque uno strumento fondamentale per le risorse nel settore. Finora sono stati disaccoppiati e su base storica, con delle eccezioni come nell’ortofrutta per i pomodori da industria: un produttore ad oggi percepisce incentivi indipendentemente dalle sue produzioni e in virtù di quanto faceva in passato. La riforma cambia questi due aspetti: avremo più pagamenti per ettaro, per l’inverdimento, per gli agricoltori cosiddetti attivi e in base alle differenze di soglie dei pagamenti percepiti in passato. Quindi, un sistema non più storico, bensì redistribuito – cioè non più un pagamento unico per tutti – e con forte caratterizzazione ambientale.

Tutte le superfici Sao – esclusi boschi e foreste – hanno diritto a entrare nella nuova Pac, ma chi ha diritto a partecipare agli incentivi? Qui entra in gioco la figura dell’agricoltore attivo, spiega Lenucci. Agricoltore attivo è colui che ha percepito nell’anno precedente meno di 1250 euro di incentivi (che diventano 5000 euro in caso di zone di montagne o svantaggiate), l’iscritto all’Inps, il titolare di partita Iva nel 2015 e nel 2016 chi presenterà la dichiarazione Iva su base annuale (salvo che nelle zone svantaggiate). Sono esclusi dalla categoria le ditte assuntrici di manodopera.

 

GREENING
Il vincolo del greening non riguarderà comunque le colture arboree  mentre, per la prima volta, saranno ammessi ai pagamenti diretti gli orticoltori. Le aziende che hanno più di dieci ettari dovranno dedicarsi almeno a due colture contemporanee; sopra i 30 ettari devono essere almeno tre. Le aziende dai 15 ettari in su devono dedicare il 5 per cento della proprietà a focus ecologico, ovvero alla tutela della biodiversità, oppure impegnarsi nella realizzazione di siepi, boschetti, terrazzamenti e a qualunque aspetto che tenga conto della salvaguardia del paesaggio. Sono esentate da questo regime coloro che sono dediti a coltivazioni arboree e chi ha l’azienda a conduzione biologica. Così detto, l’impegno ricadrà su meno del 10 per cento delle aziende agricole italiane e sul 30/40 per cento della superficie agricola del Paese.

IL DECRETO MIPAAF PROTOCOLLO 6513 DEL 18 NOVEMBRE 2014

Vincenzo Falconi, direttore di Italia Ortofrutta, ha evidenziato l’importanza del nuovo Decreto Ministeriale – firmato il 18 novembre scorso – che mette sul tavolo 4 miliardi di euro l’anno per il periodo che va dal 2015 al 2019, coinvolgendo a pieno titolo tutte le superfici agricole e per la prima volta il settore dell’ortofrutta. Passando al timing, la novità sostanziale è che dal 31 dicembre 2014 tutti i vecchi titoli saranno annullati, per lasciare spazio a una nuova fase di assegnazione che inizierà dopo la chiusura della presentazione delle domande, ovvero il 15 maggio 2015. Con Ibrahim Saadeh, presidente di Italia Ortofrutta, ha sottolineato l’importanza di questo primo periodo “di rodaggio” che gli agricoltori dovranno sondare in vista delle domande che andranno presentate entro il 15 maggio 2015. In questo lasso di tempo si terrà conto di due parametri sostanziali: dei pagamenti ricevuti nel 2014 e delle superfici che ogni singolo produttore avrà in possesso alla data del 15 maggio.

Fondamentale sarà comunque il ruolo rivestito dalle OP e delle AOP che, attraverso i loro Programmi operativi, avranno l’opportunità di accedere ai finanziamenti UE.

Si è parlato poi di “modello irlandese”, cioè un processo di convergenza interna che, da un lato vedrà una diminuzione dei titoli che hanno un valore superiore a livello nazionale (si parla di un taglio massimo del 30 per cento), dall’altro un incremento di quelli nuovi che partono però da un livello più basso. La questione, come ha spiegato Falconi, è anche legata al mercato fondiario, perché una riforma così pensata, dovrà creare un incontro tra i possessori di vecchi titoli e i possessori di terra.

Scarica QUI le slide dei relatori che sono intervenuti al convegno di Italia Ortofrutta

 

 

Approfondimenti (fonte INEA – Istituto Nazionale di Economia Agraria)

L’ortofrutta nella riforma della Pac 2014-2020

Il sostegno al settore ortofrutticolo attraverso l’Ocm unica

La redistribuzione dei pagamenti diretti e le misure ambientali

Una prima analisi dell’impatto della riforma della Pac sul settore ortofrutticolo (pagamenti diretti; Greening)

La proposta di regolamento della Commissione europea sul sistema dei pagamenti diretti della PAC1: impianto generale

Lo spacchettamento degli aiuti e la regionalizzazione

 

 

Il primo impianto normativo nazionale in applicazione della nuova PAC è il Decreto Mipaaf Protocollo 6513 del 18 novembre 2014 in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.