SICUREZZA ALIMENTARE.

By on 11 novembre 2015

di Andrea Mascaretti. Ci occupiamo di sicurezza alimentare. Lavoriamo per diffondere la cultura della produzione alimentare sostenibile e della lotta allo spreco.

Stiamo vivendo in un’epoca di grandi trasformazioni e di grandi disuguaglianze. Queste ultime rappresentano senza alcun dubbio un ostacolo alla costruzione di un futuro sostenibile per le nuove generazioni.

E’ un Pianeta, il nostro, densamente popolato e che fatica a sfamare i sette miliardi di persone che lo popolano. Stili di vita insostenibili, portati avanti da troppi e per troppo tempo, hanno in parte compromesso l’ecosistema causando l’effetto serra e riducendo la biodiversità. Occorre ripensare l’economia e i sistemi di produzione industriali in chiave di sostenibilità, a partire dall’industria alimentare. Occorre lavorare tutti insieme per garantire all‘intero Pianeta la sicurezza alimentare (food safety e food security).

L’economia lineare che prevede le classiche fasi del produrre, vendere, consumare e buttare, deve essere sostituita velocemente dall’economia circolare, nella quale i prodotti che hanno terminato il loro ciclo di vita non vengono gettati, ma vengono riutilizzati come materia prima o come fonte di energia. E’ logico, ma non è semplice. Perché funzioni, i successivi cicli di vita di un prodotto devono essere progettati fin dall’inizio. Così, si ottengono minori costi e minor quantità di rifiuti da smaltire. Un modello di business che, a livello globale, sappia utilizzare gli scarti di produzione per trasformarli in nuovi prodotti, rientra sicuramente nella blu-economy. Dunque, tante correnti di pensiero e tanti modelli diversi, tutti con l’unico obiettivo di garantire un futuro a ciò che conosciamo e a ciò che amiamo. La blu-economy, ad esempio, punta a creare un sistema a impatto zero, la green economy  invece, ha come obiettivo quello di ridurre, in tempi stabiliti, le emissioni che causano l’effetto serra, con il conseguente innalzamento della temperatura e lo scioglimento dei ghiacciai. Infine, cominciamo a vedersi anche in Italia i primi effetti della sharing  economy, un’economia basata non più sul possesso di un bene, ma sulla possibilità di utilizzarlo, solo e quando serve veramente, e di condividerlo con gli altri. Alcuni esempi ormai diffusi nelle grandi città come Milano, sono il bikesharing e il carsharing che consentono di utilizzare una bicicletta o un automobile senza doverle acquistare e pagando solo per il tempo utilizzato. I risultati sono evidenti: un immediato risparmio economico, un minor utilizzo di spazi pubblici e un minor inquinamento. Ora si tratta semplicemente di ragionare in dimensione “universale” e acquisire la consapevolezza che anche il Pianeta che abitiamo non è ci è stato consegnato in uso esclusivo, ma abbiamo la responsabilità morale di conservarlo, per condividerlo con le future generazioni. Dobbiamo combattere la fame, dobbiamo garantire la sicurezza alimentare per tutti e dobbiamo farlo sviluppando politiche alimentari sostenibili.