Vertical farm: benefici e tecniche di coltivazione

By on 11 maggio 2015

Le Vertical Farm rappresentano una vera rivoluzione nell’agricoltura. Si tratta di componenti innovative per la coltivazione urbana, applicate su edifici esistenti o di nuova costruzione pensati per la produzione in verticale di cibo, grattacieli che fungono da serre o superfici inclinate che dovrebbero entrare a far parte dello skyline della città con molti benefici sia ambientali che economici

La percentuale di terreno fertile sulla terra va diminuendo, molti terreni producono meno e si stima una crescita vertiginosa della popolazione mondiale tale che nei prossimi decenni l’80% delle persone vivrà in città. Queste statistiche fanno emergere alcune problematiche che si presenteranno, come l’aumento della deforestazione e il rischio di utilizzo di fertilizzanti chimici e sostanze nocive che vengono anche oggi utilizzate per una maggior produzione di frutta e verdura. La natura segue un suo ciclo e risponde a delle sue leggi, benché nell’istantaneo ci fornisca pomodori o mele apparentemente perfette grazie all’uso di insetticidi e fertilizzanti, in realtà è pura apparenza. L’uomo sta intossicando le proprie risorse di cibo causando danni notevoli alla natura e quindi a se stesso. Nelle vertical farm è possibile coltivare seguendo delle tecniche innovative, ciò permette di trarne un guadagno a livello ambientale, in quanto si tratta di tecniche che si basano su principi elementari della natura e riducono anche l’emissione di CO2 nell’atmosfera. Questo perché la produzione a Km0 riduce drasticamente quella catena di passaggi che prevede l’utilizzo di mezzi di trasporto (inquinanti). Produrre, comprare e consumare nello stesso raggio di azione è un vantaggio su tutti i fronti, anche dal punto di vista economico, come si può quindi facilmente comprendere.

Le tecniche di coltivazione sono di tre tipi:

  • aeroponico
  • idroponico
  • acquaponico

La tecnica aeroponica  prevede la coltivazione di piante senza l’utilizzo di terra, grazie ad un sistema di sostegno è possibile far crescere le piantagioni alimentandole direttamente sulle radici con acqua nebulizzata e sostanze nutritive minerali. I LED, a basso consumo energetico, provvedono a fornire la luce che di caso in caso è necessaria alle coltivazioni per la fotosintesi, evitando così sprechi di acqua e l’utilizzo di sostanze chimiche dannose per l’uomo oltre che per l’ecosistema.

A AeroFarms a Newark (New Jersey), in cui sorgerà la fattoria verticale aeroponica più grande del mondo, con una produzione stimata di 900.000 kg di ortaggi prodotti in un anno. L’impianto verrà installato in una ex fabbrica in disuso, nella quale verranno installati impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia

La tecnica idroponica è un sistema è basato all’assenza di terra, sostituita da inerti come possono essere la vermiculite, la perlite, l’argilla, ma anche la fibra di cocco o la lana di roccia. La vegetazione viene nutrita con vapore acqueo e sostanze minerali. E’ una tecnica interessante nei paesi dove vi è una scarsa disponibilità di acqua e consente una crescita doppia rispetto ad una  coltivazione classica con notevoli benefici e una mancata contaminazione del terreno.

A Jackson Hole, negli Stati Uniti, è in corso la realizzazione del Vertical Harvest una coltivazione idroponica che occupa soli 400 mq e prevede circa 1700 mq di superficie coltivata.

Il terzo sistema acquaponico  prevede la combinazione di allevamento ittico e agricoltura, quindi acquacoltura (allevamento di pesci e crostacei) e coltivazione idroponica (coltivazione di vegetali senza utilizzo di terra).  In poche parole le acque di scarico dell’allevamento ittico, ricche di sostanze di scarto dei pesci e resti di cibo, vengono utilizzate per la coltivazione in quanto risultano essere ottimi fertilizzanti naturali. Le piante si nutrono di queste acque e nel contempo le purificano restituendo acqua pulita che può essere riutilizzata per l’allevamento, diminuendo così il numero di ricambi necessari per i pesci. In pratica un ciclo continuo dal quale si può trarre vantaggio sia per la coltivazione che per l’allevamento.

Anche in questo caso il risparmio di acqua è notevole oltre al fatto che le acque essendo ricche di fertilizzanti naturali permettono una crescita del 30-50% più veloce rispetto alle colture a terra ed un vantaggio economico legato alla disposizione di fertilizzante autoprodotto e non nocivo per l’ambiente e la salute.

Un esempio  di questa tecnica è visibile a Abu-Dhabi, negli Emirati Arabi, è stato inaugurato nel 2012 il più grande impianto acquaponico il quale vede la produzione di 300 kg di lattuga due volte a settimana e 10 tonnellate di pesce in un anno.