Expossibile. Un’eredità più coraggiosa

By on 15 ottobre 2015

di Andrea Mascaretti. Il Giorno, 15 ottobre 2015. Quindici anni fa, nel 2000, i Capi di Stato e di Governo di 189 Paesi, si riunirono a New York nella sede delle Nazioni Unite per sottoscrivere la “United Nations Millennium Declaration”. Firmando questo documento, hanno assunto le loro responsabilità verso l’intero Pianeta. Tra gli obiettivi: la riduzione consistente del numero di persone che nel Mondo soffrono la fame. L’impegno sarà rinnovato domani, 16 ottobre, in occasione delle celebrazioni per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione che si terranno in Expo 2015 a Milano. Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi consegnerà al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, la Carta di Milano, durante una cerimonia alla quale parteciperanno i rappresentanti degli oltre 140 Partecipanti ufficiali e delle istituzioni italiane e straniere. La sfida deve proseguire, perché attualmente si stima che siano ancora ottocento i milioni di persone che soffrono la fame, su una popolazione mondiale che supera i sette miliardi di unità ed è destinata a raggiungere i nove miliardi, entro il 2050. L’interrogativo riguarda il documento che verrà presentato domani e la sua capacità di contrastare efficacemente la fame. Proposta come l’eredità culturale di Expo 2015, la Carta di Milano è in effetti una sorta di impegno morale assunto dai  cittadini e dalle aziende che hanno deciso di sottoscriverla. Certamente raggiungerà l’obiettivo, almeno in Italia, di diffondere ulteriormente la sensibilità verso i consumi sostenibili e l’attenzione alla riduzione degli sprechi. Poiché le precedenti  esposizioni universali si sono tenute ad Aichi in Giappone e a Shanghai in Cina, e la prossima sarà a Dubai, negli Emirati Arabi, Expo 2015 sarà l’unica esposizione universale occidentale di questi ultimi vent’anni. Dunque, una responsabilità ancora maggiore per l’Italia, che avrebbe dovuto osare di più. L’eredità di Expo avrebbe potuto raccogliere l’impegno di tutti i Paesi e di tutte le comunità scientifiche per il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità e di contrasto alla fame e alle malattie. L’Occidente, che fino ad ora ha governato le politiche alimentari dell’intero Pianeta, deve tracciare la strada per garantire un futuro sostenibile per nutrire tutti gli abitanti della Terra, in modo sufficiente e sano. Una possibile eredità di Expo? Un centro per lo sviluppo sostenibile capace di supportare scientificamente e tecnologicamente i Paesi in via di sviluppo e sostenere la ricerca dei Paesi più avanzati, per il bene di tutti.

Expossibile 15 ottobre 2015 un'eredità più coraggiosa