Expossibile. Grana e Haiti mix benefico

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di Andrea Mascaretti. Il Giorno, 08 ottobre 2015. Centinaia di migliaia di visitatori transitano ormai ogni giorno attraverso i tornelli di Expo 2015. Ci vanno per vedere l’esposizione italiana dedicata al tema del cibo, attratti dal desiderio di visitare i meravigliosi Padiglioni dalle forme ardite nei quali scoprire e capire meglio la sfida di come nutrire il Pianeta, ma anche per provare nuove emozioni gastronomiche. Alcuni dei Paesi partecipanti hanno centrato in pieno l’obiettivo di raccontare il cibo nei suoi aspetti fondamentali: dalla produzione alla sostenibilità ambientale, dalla tragedia della fame che colpisce centinaia di milioni di persone nel mondo, al cibo come espressione della cultura dei popoli. Padiglioni come quelli del Regno Unito e della Svizzera, ne sono un eccellente esempio e hanno saputo coinvolgere i visitatori nelle sfide globali che riguardano la catena alimentare. Tuttavia, merita una menzione speciale chi, anziché proiettare un documentario in alta definizione su un monitor di dimensioni monumentali ha preferito riprodurre in Expo un vero e proprio caseificio funzionante. Il Consorzio di Tutela del grana Padano, lo ha infatti allestito all’interno della Cascina Triulza, dove tutti i visitatori possono assistere ogni giorno alla produzione di nuove forme. Alla fine ne verranno prodotte più di trecento per totale di oltre undicimila chili. Il Grana Padano prodotto con finalità educative, non sarà ovviamente sprecato, ma sarà venduto al termine dell’esposizione ed il ricavato sarà devoluto a sostegno dell’ospedale pediatrico NPH Saint Damien di Haiti: è un luogo di speranza in un Paese particolarmente sfortunato, dove vengono curati e salvati migliaia di bambini, spesso vittime proprio della malnutrizione. Questo progetto, che possiamo dire è capace di unire il buono al bene, è frutto della collaborazione tra lo stesso Consorzio di Tutela del Grana Padano e la Fondazione Rava, che da anni opera aiutare i bambini haitiani. A sostenere i progetti della Fondazione, arriveranno anche i proventi del libro “Round the world. Grana Padano e il sapore del viaggio”, un tour del formaggio DOP più consumato al mondo attraverso quaranta paesi, e altrettante ricette che vedono protagonista il Grana, prodotto dai monaci cistercensi dell’abbazia di Chiaravalle fin dai primi decenni del dodicesimo secolo ed entrato a far parte del patrimonio gastronomico italiano che tutti ci invidiano, e molti ci copiano.

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