Expossibile. Chi ha paura della chimica

By on 25 giugno 2015

di Andrea Mascaretti. Il Giorno, 25 giugno 2015. Il cibo che ogni giorno arriva sulla nostra tavola è costantemente esposto all’attacco di batteri, funghi, parassiti, intemperie che ne mettono a rischio la produzione, la trasformazione e la conservazione. Tuttavia, grazie alla chimica e alle nuove tecnologie, le carestie e la fame che hanno mietuto milioni di vittime nella storia dell’uomo, ora sono un vecchio e terribile ricordo almeno per l’Occidente. Eppure la chimica è una parola che fa ancora paura se abbinata al cibo. Nei primi anni del dopoguerra, la situazione in Italia non era certo delle più facili: quasi la metà degli italiani lavorava in agricoltura e molti di loro mangiavano una sola volta al giorno. E’ in quel periodo che è nata la chimica moderna, quando nel nostro Paese la malaria fu sconfitta dal DDT. Stiamo parlando di un periodo che sembra appartenere ad un’altra era, ma ancora nel 1950 un milione di italiani viveva nelle baracche, nelle grotte o nelle capanne e la vita media  non superava i sessant’anni. Con lo sviluppo industriale arrivò il benessere e la chimica ne fu il propulsore. A Milano, al Politecnico, Giulio Natta sintetizzò la plastica da un derivato del petrolio e vinse il premio Nobel. Ciò nonostante, le inadeguate cautele nello smaltimento dei rifiuti di molte aziende e i pochi ma gravi incidenti come quello di Seveso del 1976, mostrarono che della chimica erano stati sottovalutati i potenziali rischi e segnarono profondamente il rapporto con l’opinione pubblica. Da allora si sono fatti molti passi in avanti dal punto di vista della sicurezza e l’industria chimica ha dimezzato le emissioni nell’acqua e ridotto ad un decimo quelle nell’aria superando di quattro volte gli obiettivi di Kyoto.  Anche l’Europa è intervenuta per rendere gli alimenti che vengono consumati dai suoi cittadini più sicuri grazie a norme precise che vengono applicate dai singoli stati membri e imponendo severi controlli lungo tutta la filiera della produzione e della distribuzione alimentare. Sull’applicazione di queste norme vigila l’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che ha sede a Parma e secondo i cui dati , l’Italia si conferma leader proprio in fatto di sicurezza alimentare. Superando i luoghi comuni, dunque, è evidente che oggi la chimica è un prezioso alleato dell’uomo, senza il quale, il deterioramento del cibo sarebbe di gran lunga più rapido e comporterebbe un enorme spreco di cibo che il Pianeta non si può più permettere.

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