Il caso del lago Ciad: un serbatoio di cibo e acqua tra disastro ambientale e cooperazione internazionale. Quale contributo possibile dal “sistema Italia”?

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Nuovo appuntamento con gli eventi del CNR per EXPO 2015 il 14 ottobre presso il Padiglione Italia, Area Espositiva EXPO 2015, Milano

Aree tematiche:  Il cibo e le tecnologie di trasformazione Cooperazione

Coordinatore: Giuseppe Palmisano Istituto di Studi Giuridici Internazionali (ISGI)

Intervista a Giuseppe Palmisano

La sopravvivenza del lago Ciad è a rischio e minaccia anche noi. Come mai?

Il lago Ciad è il quarto bacino africano, e dalle sue riserve d’acqua dipende l’economia di tutta la regione del Sahel, ovvero la sopravvivenza e lo sviluppo economico di oltre trenta milioni di persone. Il suo progressivo inaridimento, che in circa cinquant’anni l’ha ridotto a meno di un decimo dell’estensione che aveva negli anni Sessanta, rischia di provocare una catastrofe ambientale, ecologica e umana di enormi dimensioni, causando anche una crisi economica e geopolitica che interesserà una vasta area e che avrà senza dubbio influenza anche sulle ondate migratorie già in atto e dirette verso l’Europa.

Che tipo di interventi sono stati pensati per salvare il lago?

C’è bisogno di risorse idriche. Potrebbe essere possibile rivitalizzare il Ciad deviando le acque di alcuni affluenti del fiume Congo, ma è un’operazione complessa e che va fatta con criterio. Inoltre, le terre coltivabili emerse come risultato del progressivo asciugamento del lago sono molto fertili e ben utilizzate per l’agricoltura, quindi sommergerle potrebbe rappresentare un ulteriore problema.

Quali aspetti del problema verranno trattati nel corso dell’evento che il CNR sta organizzando per Expo?

L’evento riguarda le potenzialità della cooperazione internazionale per risolvere criticità come quella che ha a che fare con l’inaridimento del lago Ciad. Vuole anche sottolineare il ruolo centrale dell’Italia in questi processi di cooperazione.

Che possibilità di successo intravede? Sarà possibile salvare il lago?

Ci sono buone potenzialità. Esistono alcuni contrasti tra i paesi confinanti, che però riguardano solo marginalmente il lago. Sull’aspetto della sua rivitalizzazione a fini agricoli c’è grande disponibilità a collaborare, anche se ce n’è meno rispetto all’ipotesi di usarlo anche per la produzione di energia. In ogni caso la Commissione per il bacino del lago Ciad sta svolgendo un importante ruolo di mediazione e coordinamento tra Niger, Ciad, Nigeria e Camerun, paesi confinanti e interessati ad evitare che l’ulteriore impoverimento delle popolazioni che vivono in quelle zone faciliti la penetrazione di gruppi estremisti e terroristici, come per esempio Boko Haram. Il ruolo dell’Europa e dei paesi europei è cruciale, non solo per lo sviluppo dell’Africa, ma anche per ridimensionare la crescente presenza cinese che si manifesta con la realizzazione di grandi opere a fronte di un imponente land grabbing, un pericoloso accaparramento di terre che rischia di avere pesanti conseguenze per le popolazioni locali e le economie di intere regioni.

 

Per informazioni e registrazione all’evento: https://www.expo.cnr.it/it/node/8