Quale futuro per Expo?

By on 1 ottobre 2015

di Andrea Mascaretti. Il Giorno, 01 ottobre 2015. Manca solamente un mese alla conclusione dell’Expo di Milano e ogni giorno che passa, s’infrange una nuova barriera si raggiungono nuovi record di visitatori. Il tema dell’alimentazione è decisamente di grande interesse e riguarda tutti, ma anche il contesto ha i suoi meriti e i padiglioni realizzati dai Paesi partecipanti hanno dimostrato di avere la capacità di attrarre centinaia di migliaia di persone, disposte a stare in coda per molte ore pur di visitarli.

Forse non tutti i padiglioni hanno rispettato le direttive di Expo e centrato il tema, ma il tempo a disposizione per completarli era poco e il risultato finale è decisamente positivo, se consideriamo i dati riferiti agli ingressi giornalieri. Ora si tratta di decidere il futuro del sito, e i tempi a disposizione sono stretti anche questa volta. C’è chi sostiene che noi italiani ci riduciamo sempre all’ultimo, ma poi, sotto stress, diamo il meglio di noi stessi e produciamo le cose migliori. Può darsi, certo è che le strutture attuali non sono state progettate per durare nel tempo e nemmeno per funzionare in inverno con il freddo e la neve.

Occorre decidere in fretta, se non si vuole lasciare il sito in uno stato di abbandono per lungo tempo. Giuliano Piasapia, Roberto Maroni, Carlo Sangalli e Matteo Renzi devono scegliere quale progetto o quale idea rappresenti la migliore opportunità per il futuro di Milano e del Paese. E’ come essere in una rotatoria. Prima o poi, bisogna decidere quale uscita imboccare. Quella legata al tema, è la prima da tenere in considerazione. Letizia Moratti aveva proposto un centro per lo sviluppo sostenibile, al quale si aggiungerebbe l’osservatorio permanente per il diritto al cibo di Livia Pomodoro, oltre agli incubatori e ai centri di ricerca internazionali, dedicati al food e alla sostenibilità. Poi c’è la proposta che prevede di edificare il campus universitario insieme ad un po’ di residenziale. Una proposta che sembra sganciata dal tema di Expo; apparentemente solida, ma che per ora dimostra poca energia. Infine, ci sono le proposte che guardano al futuro e all’eredità materiale dell’Esposizione Universale intesa come luogo con forte capacità di attrazione turistica. Analogamente a quelle sul tema, sono ardite e hanno la forza di un sogno: il più grande e innovativo museo delle scienze e delle tecnologie, dedicato al genio universale di Leonardo da Vinci oppure la capitale europea dell’intrattenimento culturale, enogastronomico, musicale, sportivo ed educativo?